Gli incontri del giovedì sera sono aperti ad attori o allievi attori che hanno alle spalle una formazione e che intendano perfezionare la loro tecnica recitativa.

Nel corso degli anni il mio metodo di formazione si è orientato verso una pratica che metta il corpo dell’attore al centro della mia ricerca.

Questo laboratorio si basa su 4 punti cardinali:

  • La respirazione profonda:

E’ una pratica che serve a caricare energia nell’organismo e a dare consapevolezza delle tensioni che si accumulano nei vari segmenti del corpo. Un attore, a mio avviso, non può non conoscere questa pratica.

  • Gli esercizi sensoriali o percettivi :

Sono necessari per entrare in contatto col proprio corpo.  Anch’essi hanno una funzione di carica energetica. L’ascolto, tanto sbandierato nel lessico della formazione teatrale, e’ in pratica qualcosa di terribilmente semplice e complicato allo stesso tempo. Questi esercizi possono essere meravigliosi ed estenuanti. Il motion ad esempio, esercizio che molti attori conoscono, mi ha fatto capire in modo chiaro e distinto quanto socialmente il nostro corpo sia deviato dalla propria percezione, quanto lo stress della vita ordinaria ci allontani dalla grazia del movimento e dall’espressione artistica. Ebbene noi che facciamo teatro cerchiamo di riacquistare questa grazia perduta. La propriocezione è dunque una pratica importantissima per acuire sensibilità e per iniziare un processo di differenziazione. Un corpo esiste solo se lo sentiamo. Un attore non può esimersi  da questo. Un secolo di ricerche nell’ambito del teatro sono lì a testimoniarlo e a indicarci una strada da percorrere.

  • Il lavoro sulle tensioni fisiche:

Mette l’attore in contatto con la propria interiorità. Le tensioni sono direttamente connesse alla sfera emotiva. Come la bioenergetica ci insegna in ogni tensione si annida un trauma emotivo.  L’attore deve entrare in contatto con le proprie tensioni e riconoscere in esse un fattore emotivo. Il lavoro sulle emozioni è necessario per dare spessore alla propria espressività. Attraverso esercizi, azioni fisiche e improvvisazioni un allievo impara a maneggiare le proprie emozioni. Sa differenziarle. Conosce le sfumature che determinano le differenze tra emozioni primarie ed emozioni complesse. Ama esprimerle. E’ questa la sua natura.  Il suo istinto. Chi non possiede questo impulso dovrebbe chiedersi se non abbia scelto una strada sbagliata.

  • Il lavoro sul personaggio:

Un attore usa il proprio vissuto per riversarlo in una “Forma”, ha la capacità di trasformarlo in arte drammatica. Scaricare la propria energia creativa in una forma è in altre parole il lavoro sul personaggio. E’ un processo di trasformazione che nasce da un transfert tra l’attore e il personaggio (il suo doppio). Bisogna fare molta attenzione perché l’uso del proprio vissuto a favore dell’ immedesimazione non significa assolutamente che io sono Amleto, (l’io è del tutto polverizzato in un autentico atto creativo) bensì che Amleto mi contiene. E’ proprio in questo contenimento che si orienta la nostra ricerca sul personaggio. (Chiamarlo Figura sarebbe più appropriato, ma non è questa la sede per spiegarne la differenza). L’attore entra dunque in contatto col proprio inconscio. Sarebbe una grave mancanza storica non considerare quanto la psicologia del profondo abbia influenzato la ricerca teatrale nel corso dell’ ultimo secolo. E il mio modo di lavorare non fa eccezione. Stanislavskij resta un nostro educatore. La recitazione è sinonimo di immersione. L’attore  teatrale se vuole intraprendere un processo creativo deve attingere dal profondo di se stesso. Il lavoro sul personaggio è la parte centrale di questo mio laboratorio di perfezionamento. Si lavorerà inizialmente su monologhi scelti dalla storia del teatro classico e contemporaneo. E’ necessario che i personaggi selezionati abbiano uno spessore psicologico rilevante e che l’attore conosca bene il testo da cui estrarre il proprio monologo.

David Gallarello

Il laboratorio prevede 12 incontri di 4 ore ciascuno ogni giovedì dalle 20.00 alle 24.00

Inizio il 13 Ottobre alle 20.00

Il laboratorio è a numero chiuso: Max 12 partecipanti. Selezione tramite curriculum.

Per invio CV, info ed iscrizioni scrivere a:

monkeymood.produzione@gmail.com

+39 333/3646349 – +39 389/9907228

L’attore e il suo doppio. Studio sul personaggio a cura di David Gallarello
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