cantami orfeo copiaA partire dal 2011, il Teatro del Lemming ha intrapreso una ricerca attorno al corpo del suono e della voce, che ha portato alla realizzazione di Frammenti (2011), Musiche del Tempo (2014), Cantami Orfeo (2015).
Cantami Orfeo da una parte continua così questa ricerca sulla capacità del suono di costituirsi come stanza della memoria, dall’altra si pone come primo movimento di un progetto che il Lemming ha intrapreso attorno al mito di Orfeo ed alle Metamorfosi di Ovidio. Il lavoro è rivolto ad un massimo di venti spettatori a replica, invitati ad adagiarsi su un grande materasso/altare bianco: come a suggerire uno sprofondamento orfico nel regno dell’inconscio e della morte.
L’idea di iniziare il processo di lavoro e ricerca su Orfeo con un concerto scenico è sicuramente in parte dettata dalla profonda connessione di questo mito con la musica. La suggestione quasi ipnotica e onirica che fin da sempre ha caratterizzato i lavori del Lemming viaggia, in questo allestimento, ancora una volta attraverso i sensi privilegiando in questo caso l’udito, come se a parlare fossero i suoni e le parole di un’antica memoria.
La poetica del Lemming da molti anni è orientata alla connessione tra spettatore e attore per far vivere un’esperienza.
Se la musica, così come il teatro, non è che una dinamica del tempo, un modo di scrivere il tempo e le sue storie, questo concerto scenico cerca di esplorare, attraverso suoni e parole, lo spazio di un mito che risulta essere eternamente incorruttibile rispetto all’invecchiamento e alla morte. Come Orfeo attraverso il mezzo dell’arte, del componimento poetico e musicale, ottiene dagli dèi la grazia che gli consente di intraprendere il viaggio nell’Aldilà, così per noi si apre un viaggio, impossibile, nella terra degli assenti, un viaggio a ritroso nella memoria, nei frammenti di ricordi perduti. Perché, come ricordava Borges, “noi siamo la nostra memoria, siamo questo chimerico museo di forme incostanti, questo mucchio di specchi infranti”.

Questo teatro, diverso, anti-tradizionale, che quotidianamente lotta per la propria sopravvivenza, rappresenta una piccola rivincita nei confronti di quel segmento di realtà che tenta silenziosamente di narcotizzare la coscienza di un uomo che, per poter comprendere e interpretare il proprio mondo, sembra volersi avvalere sempre di meno del potenziale ermeneutico ed euristico delle arti.
Giacomo Fronzi, in Teatro del Lemming. Teoria e pratica di una poetica estrema (MicroMega, settembre 2014)

Sabato 14 maggio
ore 21.30

Domenica 15 maggio
Prima replica: ore 21.00
Seconda replica: ore 22.00

N.B.: 20 posti disponibili per ogni replica
prenotazione obbligatoria.

Lo spettatore è invitato a portare con sè una coperta.

PER INFO BIGLIETTI E PRENOTAZIONI:
+39 389/9907228
monkeymood.produzione@gmail.com

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CANTAMI ORFEO TEATRO DEL LEMMING