Da qualche anno mi dedico alla formazione teatrale. Col tempo questa mia attività si è concentrata sempre più sulle dinamiche del movimento. Il corpo dunque. Vedendo lavorare gli allievi, osservando i loro corpi in movimento mi sono chiesto quale modo avrei dovuto attuare per aumentare il flusso di energia senza disperderla. Il principio basilare su cui la mia attuale ricerca si fonda è quello di CARICA e SCARICA del funzionamento dell’energia nell’organismo. In parole semplici come poter accumulare consapevolmente energia per poi scaricarla evitando che il movimento sia creativo e non uno sfogo fine a se stesso. La respirazione è una pratica imprescindibile per poter caricare energia nell’organismo. Ma occorre spiegarsi meglio. Noi tutti, non solo chi partecipa ad un corso di teatro, vogliamo essere vitali, tuttavia non ci curiamo minimamente della respirazione, ci muoviamo spesso meccanicamente e siamo riluttanti a sentire.

La respirazione profonda amplifica la sensazione e carica energia nell’organismo riattivando il flusso emodinamico nel corpo attraverso l’ossigeno. Se tratteniamo il respiro riduciamo la sensazione e di conseguenza l’energia. Tutto questo è di un’evidenza quasi banale. Purtroppo non lo è nella pratica. Imparare a respirare profondamente è molto difficile, a volte emotivamente penoso. Le tensioni muscolari sono dei veri e propri nodi emotivi che sbarrano di fatto la strada all’estensione del respiro. Il teatro, attraverso l’espressione prende coscienza delle tensioni emotive ed esprimendole le scioglie. E’ una disciplina di straordinaria potenza ed efficacia. Bisogna esserne consapevoli e una pratica percettiva e sensoriale serve a questo e di conseguenza a caricare energia nel corpo. Il nostro corpo esiste solo se lo sentiamo. Dunque è necessario un ascolto del movimento. Ho esperienza che questo tipo di movimento percettivo è di base molto difficile da accettare e da praticare dagli allievi se non addirittura inutile per alcuni. Si vuole tutto e subito. Si è abituati d’altronde a trattare le cose come merce, compresi se stessi. Vizio assai diffuso. Salvo poi lamentarsi di una cronica insoddisfazione e di una depressione psicofisica. Tutti gli esercizi che sono indirizzati al respiro e alla sensorialità sono, a mio avviso, necessari per incrementare quell’energia che ognuno di noi vorrebbe aumentare. Senza la carica necessaria non c’è alcuna possibilità di creare un movimento pieno di senso e di armonia.

Purtroppo lo stress della vita contemporanea ottunde la sensibilità e spesso il solo ascoltare un movimento elementare crea disagio, inquietudine e voglia di smettere. Il mio compito è quello di portare i miei allievi alla consapevolezza che la forza è nella sensibilità, di accompagnarli nel contatto con se stessi attraverso la percezione del proprio corpo in movimento e di mostrargli che la via è quella di abbandono.

David Gallarello

Appunti sul metodo: Respiriamo!