Siamo alla fine del Sentiero II. Vi presentiamo il frutto di queste 300 ore di de-formazione teatrale.sentiero II

“Materiali per una Saga Tebana”
di Giuseppe Manfridi
regia di Claudio Boccaccini

con
Chiara Acaccia, Valentina D’Amico, Giacomo Di Biasio, Chiara Felici, Gianluca Gugliandolo, Federica Nolano, Bruno Petrosino, Roberta Russo, Beatrice Valeri

Note di Giuseppe Manfridi

Questo racconto corrisponde al secondo capitolo del trittico eschileo che, come perno narrativo, ha il personaggio di Elettra, ma dire Elettra è come riferirsi alla parte di un tutto. Di un microscosmo composto di elementi estremi e che potrebbe,
indifferentemente, prendere nome e titolo da uno qualsiasi dei suoi personaggi costitutivi. Che sia Oreste, o Clitemnestra, o Egisto, o Crisotemide. Diremo, essenzialmente, che Egisto e Clitemnestra incarnano, come coppia, la sciagura di un miserevole declino coniugale. Egisto è ormai obbligato da anni a
condividere il proprio letto con una donna che non gli si offre più e che, nel sonno, vive convulsi incubi nei meandri dei quali si insinua il devastante fantasma di Agamennone. Lei, la Regina, è una donna sfibrata, nella quale la pena e il rimorso hanno compiuto, nel tempo, un’opera di purificazione. Crisotemide, la figlia docile e incapace di alimentare un odio che non sente, ci
appare, invece, come una creatura smarrita in una rete di conflitti e risentimenti familiari. Di Agamennone non ricorda quasi nulla ed Egisto è ormai divenuto per lei il suo vero padre. Chi ha cosciente memoria di quel passato è piuttosto Elettra, che si contrappone, isolatissima, a questo trittico assurgendo a emblema della resistenza. La restaurazione da lei attesa sarà opera di Oreste, la cui vendetta verrà consumata all’alba, al termine di una notte densa di pathos che avrà tutti i caratteri di un autentico noir.

Note di Claudio Boccaccini

La tragedia di Elettra è fondamentale nella cultura occidentale per una serie di elementi. Il primi, strutturale, sta nel valore del ragionamento deduttivo come mezzo di conoscenza, valore teorizzato da Aristotele e costante della struttura narrativa occidentale, da Eschilo a Sherlock Holmes.
Nell’attuale allestimento di Claudio Boccaccini questo carattere è enfatizzato fino a raggiungere i toni del thriller e caratteri di “pulp fiction”.
Il secondo elemento è che Elettra è, sì, il simbolo della vendetta che ricostituisce l’ordine e la giustizia, ma – già da Sofocle – il contesto in cui si muove e lo status quo che tenta di ricostruire hanno un forte carattere di ambiguità. Elettra non è mossa solo dal senso di giustizia, ma anche dal risentimento, Clitemnestra è divorata da incubi fatti allo stesso tempo di amore e di terrore, Egisto vive nella frustrazione come marito e come uomo. È l’autentico, tragico significato del riconoscimento, che, nel rendere consapevoli di sé, coincide con la morte di sé. È l’ambiguità della realtà, che tutti i personaggi della storia, vincitori e vinti, dovranno imparare a proprie spese.
Un terzo elemento è la rappresentazione di un microcosmo familiare mosso da dinamiche malate in quanto obbligate, in cui ognuno è costrette in un ruolo (marito, figlio, amante) che determina il suo destino senza apparente possibilità di scelta.
L’universalità di questi temi permette di collocare la storia ovunque nel tempo, e perfino di moltiplicarne i protagonisti. Tutti tranne Oreste, cieco strumento del destino, e quindi unico.

Contributo entrata: € 10

Venerdì 13: ore 21:00
Sabato 14: ore 21:00
Domenica 15: ore 21:00

Via Tiburno, 33 – Roma (zona Tiburtina)

Per info e prenotazioni: monkeymood.lsd@gmail.com
@ whatsapp o chiamate 389-9907228

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Materiali per una Saga Tebana – Sentiero II LSD